Filumena Marturano

Breve filmato di:  FILUMENA MARTURANO

 

FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo

NOTE DI REGIA

Tra le commedie di Eduardo De Filippo “Filumena Marturano” è quella più rappresentata nel mondo, in tante lingue diverse. In ognuna lo spettatore ha riconosciuto la verità delle ragioni umane dei personaggi. Filumena, figlia del popolo, conduce il filo del dramma con l’aggressività di un personaggio tragico, segnato dalla sofferenza della vita di miseria dei vicoli di Napoli. Lo stratagemma pensato per farsi sposare e riconoscere i figli è una rivendicazione del suo sentimento di maternità. Filumena ha tre figli, avuti da tre uomini diversi, di cui due rimasti ignoti. Li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell’ombra senza mai rivelarsi come madre. Solo di uno è sicura la paternità, il figlio di Domenico Soriano, ma Domenico non lo sa e Filumena non glielo dirà mai, in nome della triplice maternità che difende con violenza.
Filumena si batte perché Soriano dia il nome al suo figlio naturale, ma anche agli altri due. La commedia di Eduardo porta al pubblico il problema dei diritti dei figli illegittimi, mentre nello stesso tempo l’Assemblea costituente svolgeva un dibattito sulla famiglia e sui figli nati fuori dal matrimonio. La tematica affrontata da Eduardo trova riscontro nell’impegno dell’Assemblea Costituente e offre materia di riflessione per affrontare il drammatico problema. Il 23 Aprile 1947 l’Assemblea Costituente approva l’articolo che stabilisce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire e educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. Nel febbraio del 1955 verrà approvata la legge che abolirà l’uso dell’espressione “figlio di N.N.” ».Solo nel 2010 il Parlamento ha varato un disegno di legge che equipara a tutti gli effeti i figli nati fuori dal matrimonio a quelli “legittimi”. Abbiamo affrontato questo capolavoro con la consapevolezza che, rispettarne l’impianto registico “Eduardiano” , oltre che “rispettoso” fosse una scelta per certi versi anche moderna; rivistitandone solo il ritmo -più serrato- e allontanando il personaggio “Domenico Soriano” dalla tentazione di una pedissequa imitazione. Domenico è tanto più furioso del suo autore-attore quanto Filumena è più insolente e irriguardosa; la lite sconfina quasi nel rapporto fisico, seppure senza mai quasi toccarsi i due sono veri e autentici, amanti e poi sposi.

Roberto Becchimanzi

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