Questi Fantasmi

Breve filmato di:  Questi Fantasmi

 

QUESTI FANTASMI
di Eduardo De Filippo

NOTE DI REGIA

In un appartamento di un grande palazzo seicentesco vengono ad abitare i coniugi Lojacono. Pasquale lascia la moglie all’oscuro dell’accordo tra lui e il proprietario per cui, in cambio di una permanenza gratuita, dovrà sfatare le dicerie sull’esistenza di fantasmi nella casa. Dopo aver parlato con il portiere, che approfittando della presunta presenza di fantasmi ruba indisturbato, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e, suggestionato dalla situazione, lo scambia per un fantasma. Pasquale si ferma più volte a conversare con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso testimone di ciò che accade in casa. Alfredo provvede al mantenimento della coppia con continui regali e Pasquale vive felicemente senza porsi troppe domande. Non sopportando più la situazione di indifferenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo. Ma i familiari di Alfredo scoprono il tradimento e corrono da Pasquale per rivelargli l’adulterio: Pasquale, suggestionato, è indeciso se crederli fantasmi o persone vive.

Passano due mesi, Alfredo è tornato con la moglie e Pasquale continua a vivere nel suo appartamento con Maria, ma senza ricevere più regali. Pasquale è ridotto in miseria e spera di vedere nuovamente il suo fantasma per chiedergli aiuto. Alfredo desideroso di riabbracciare Maria, incappa in Pasquale. Questi gli si getta ai piedi e, rivelando il suo amore per la moglie, denuncia la pena di non poterle assicurare una vita dignitosa, Alfredo commosso da quelle parole, sta al gioco e regala a Pasquale il denaro desiderato. Note di regia Molto mi sono concentrato sulla casa degli spiriti a quel tempo, e sul rapporto dei personaggi con quella casa, e sulle influenze scarpettiane e su quelle pirandelliane nella stesura eduardiana di uno dei suoi primi capolavori del dopoguerra. Un gioco in bilico tra apparenza e realtà, tra finzione e verità, che pervade tutto il lavoro. Provo a chiedermi : ma tutto il distinguo tra “fesso” e “furbo” così caro ai miei concittadini, quel distinguo che quasi sempre tralascia la considerazione che oltre a quelle due condizioni possa esisterne una terza, l’intelligenza, l’avrò sottolineato a dovere? E sono riuscito a far capire che sostanzialmente di questa pasta è il nostro protagonista, con le sue disperazioni, in una partita in cui mette in ballo il valore stesso della sua esistenza? Speriamo di si, così come speriamo di fare almeno intuire che aldilà del gioco dei fantasmi, aldilà dello svilupparsi degli interessi o degli appetiti o delle necessità dei nostri personaggi maschili, chiaro, anche se in forme diverse, fa risultare, l’autore, vero dramma quello delle donne. Quello di Maria, donna inquieta e sballottata tra opposti sentimenti, che quando finalmente intravede la salvezza, se la vede sfumare sotto il naso. Quello di Carmela, sorella del portiere rimasta scema… dopo una sortita in terrazza, magari per uno scherzo di dubbio gusto del nostro dirimpettaio, il professor Santanna. Quello di Armida, la moglie tradita, che si ritrova abbandonata dal marito a gestire in una campagna sperduta i due “muorbidi”, come essa stessa definisce i suoi due figli… …e finanche quello della defunta moglie del portiere, che forse perse la vita proprio a causa degli amorosi schiaffoni che l’uomo si era abituato a somministrarle per ammansirla o per “farla parlare”. Già, perchè aldilà delle incredibili trovate comiche e delle paradossali situazioni grottesche, proprio di dramma stiamo parlando, con tutti i suoi risvolti amari, compreso quel “…è probabile… speriamo” che lo chiude… (roberto becchimanzi)

Visit Us On Facebook